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Le arti marziali provengono da luoghi e da tempi lontani. E' necessario che chi intende praticare "la via" delle arti marziali vi si avvicini con il massimo rispetto per le usanze ed i rituali codificati dai grandi maestri.

Preliminarmente e' necessario comprendere l'importanza del dojo, della condotta da tenere nel dojo e del saluto.

    Il dojo

Il dojo e' il luogo dove si praticano le arti marziali, e anche, per estensione, una scuola ed un metodo.

Dojo e maestro sono, infatti, legati indissolubilmente.

In origine veniva chiamato "dojo" il luogo dove il Buddha si era "risvegliato", la parola e' infatti composta da due kanjii: DO che significa "via" e JO che individua un luogo.

Il dojo e' dunque il luogo dove si pratica "la via". 

Percorrere la via significa fare una cosa non per il suo risultato, bensi' impegnarsi perche' compiere questo atto ci libera dalle costrizioni del nostro io limitato: il narcisismo, l'egocentrismo, le preoccupazioni indotte dai timori, dai problemi e dai dubbi che rendono più misera la nostra vita quotidiana. La via ci attira nel luogo in cui domina il nostro io potenziale: l'autorealizzazione, l'autocoltivazione e l'autoperfezione.;    ( Dave Lowry)    

Nei monasteri buddhisti si individuava con la parola dojo il luogo destinato alla meditazione ed alla preghiera,.e, nel Giappone Feudale, questo divenne il luogo dove i Samurai praticavano la loro arte.

l dojo si divide in quattro zone:

  1. Kamiza: posta al lato situato a nord, e' la zona dove vengono ospitati i grandi maestri in visita al dojo. Il nord nel taoismo e' associato all'acqua;
  2. Joseki: posta al lato situato ad ovest, e' il lato destinato agli insegnanti. L'ovest e' infatti associato al metallo ed alla rettitudine;
  3. Himoseki: posta al lato situato ad ovest situato ad est, e il lato destinato agli allievi. L'est e' associato al legno ed alla virtù;
  4. Shimoza: posta al lato situato ad ovest situato a sud, e' il lato da cui si accede al tatami. Il sud e' associato al fuoco ed all'intelletto.

    La condotta da tenere nel dojo: Rispetto, disciplina ed educazione

Nella nostra cultura alcuni ritengono che, aver una macchina grande, un abito firmato e, più in generale, denaro e potere, inducano naturalmente rispetto ma questo non rispecchia la realta' del dojo.

Quando il praticante entra nel dojo, quando indossa il GI, si sveste di ogni convenzione sociale; abbandona ogni cosa lo identifichi nella società , compresa la provenienza geografica o la posizione economica.

Quando accede al dojo, il judoka o il jutsuka, si veste dell'etica del Samurai.

Rispetto e grande fiducia, sono dovuti alla figura del Maestro, ai cui occhi i propri allievi sono tutti uguali... fatta salva, ovviamente, la preparazione tecnica individuale.

E' compito del maestro educare i propri allievi, affinche' essi avanzino nello studio delle arti marziali. Tuttavai anche l'allievo deve imporsi di essere disciplinato, ciò gli consentira' di migliorare se stesso e di apprendere più agevolmente gli insegnamenti che gli vengono trasmessi.

    Il saluto

E' un espressione di rispetto verso gli altri e deve essere sempre effettuato prima e dopo la pratica delle arti marziali.

Esistono due tipi di saluto:

  • ZAREI o saluto in ginocchio. Si effettua all'inizio ed alla fine della pratica.
  • RITSUREI o saluto in piedi, essendo più veloce ed informale del precedente, e' utilizzato, in prevalenza, prima della pratica del "randori".